BOVISIO MASCIAGO, pagine di Storia


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Tra Restaurazione e Rivoluzione

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Bovisio e Masciago: Tra Restaurazione e Rivoluzione
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Negli archivi comunali non sono molti i documenti che ci raccontano la storia di questi due comuni agli inizi dell'800: qualche sparuto foglio ingiallito, alcune deliberazioni dell'allora Sindaco e poco altro. Più interessanti, invece, le fonti messe a disposizione dagli eredi della famiglia Zari che per oltre un secolo è stata il 'dominus' delle nostre terre e delle nostre comunità.
Difficile, dunque, tracciare un quadro esauriente di quel periodo anche se non è del tutto impossibile immaginare la vita del nostro territorio anche alla luce degli eventi che, in una certa misura, ci hanno visto protagonisti o, comunque, coinvolti nelle vicende che andremo a descrivere.
Il contesto
Il '700 aveva lasciato tracce profonde nelle società di quel tempo. Prima la rivoluzione delle macchine, la nascita dell'industria con l'aumento considerevole della popolazione, poi la rivoluzione in Francia del 1789, l'avventura napoleonica e la restaurazione.
Napoleone, in particolare, lasciò nel nostro territorio tracce non indifferenti. Non solo perché visse un breve periodo nella villa di Mombello che faceva parte della parrocchia di Bovisio ma anche perché le guerre napoleoniche ebbero sostanzialmente due effetti: il primo, negativo, fu il risultato di una guerra di 'conquista' con le spoliazioni, le tassazioni, le violenze e, il secondo, positivo, perché. in un territorio dominato dall'assolutismo asburgico, giungeva finalmente una fresca ventata di libertà e di rinnovamento sociale., eredità dei principi illuministi della rivoluzione francese.
Il Regno d'Italia di matrice napoleonica, del quale anche i nostri due comuni erano parte, era uno stato fortemente centralizzato, con la presenza dei Prefetti e dei Sindaci nominati dalle autorità amministrative del tempo. Contemporaneamente, si modernizzò la società: fu introdotto un codice Civile, l'istruzione obbligatoria e gratuita, la parità giuridica dei cittadini: tutti segni di nuovi fermenti, nuove aspettative che la borghesia illuminata attendeva da molti anni.
Accanto a questi fermenti che avrebbero modificato la cultura dominante e che fecero da premessa al movimento risorgimentale, rimaneva, sullo sfondo, una società ancora fortemente rurale, una leva obbligatoria di molti anni, una massiccia presenza della Chiesa nell'istruzione, una manifattura che, per i nostri due Comuni, si distingueva per i primi opifici dediti alla bachicoltura.

Ai primi dell'800 Bovisio e Masciago contano 836 abitanti, fanno parte della Pieve di Desio
Nel 1816, dopo la sconfitta napoleonica e il Congresso di Vienna del 1815, sull'Europa e sull'Italia si abbattè una nuova ondata reazionaria. La Lombardia, in particolare, ritorna sotto il dominio austriaco e nasce il Regno Lombardo Veneto. L'imperatore a Vienna è Francesco Giuseppe e Milano è la seconda città dell'Impero in un territorio che è tra i più produttivi dell'impero asburgico.
Se i francesi avevano creato i Dipartimenti, questi, ora, sono trasformati in Provincie, si fondano i Distretti, si riorganizzano i Comuni che vengono affidati ad un Cancelliere del Censo, responsabile non nei confronti delle assemblee cittadine ma esclusivamente nei confronti del governo centrale.
Nei piccoli Comuni viene introdotto il Convocato generale degli estimati, ossia il Consiglio dei possidenti maschi.
Siamo in piena restaurazione e l'antico potere che fino a quel momento aveva vacillato sotto le vicissitudini rivoluzionarie della Francia e dell'epopea napoleonica, riprende il sopravvento
Negli anni 30 inizia a svilupparsi la manifattura con i primi impianti industriali. La bachicoltura favorisce la produzione di filato grezzo che poi viene esportato in Europa. Nelle campagne nascono le filande e, poco dopo, nascono i primi laboratori di mobili. Meda, Cantù, Lissone ne sono i primi significativi centri.
Ma ancora negli anni 30-40 il vecchio regime feudale non è del tutto scomparso. Le città, i paesi, crescono sensibilmente nel numero di abitanti, si afferma la voglia di villeggiatura nella campagna lombarda, nascono ville patrizie e, contemporaneamente, aumenta a dismisura il costo dei terreni ed acuto diventa il contrasto tra coloni e proprietari.
I compiti dei Comuni, nel frattempo, si ampliavano dovendo stipendiare con miseri compensi medici, maestri, campanari, sagrestani ed ostetriche.
La scuola primaria, pur gratuita con l'impero austriaco, era diventata obbligatoria anche se di fatto la frequenza degli alunni era del tutto teorica. Nelle campagne i bambini erano impegnati nei lavori agricoli e le famiglie non potevano permettersi di sottrarre manodopera al proprio reddito. Non si hanno tracce, nei documenti dell'archivio comunale, di quale fosse la situazione scolastica in quegli anni. Sarà solo dopo l'Unità, nel 1864, che un delibera del Consiglio comunale di Bovisio decide l'assunzione di una maestra con uno stipendio di poche lire.
Suppliva a questa, come già sottolineato, l'istruzione popolare di stampo religioso.
La situazione sociale scontava nel frattempo molte difficoltà economiche. La pesante pressione fiscale, la leva obbligatoria di otto anni, le carestie che ciclicamente investivano il milanese e la pellagra dopo il 1830 si accompagnavano a dimore anguste, umide e sporche dove la coabitazione con gli animali era semplice quotidianità. L'inquinamento delle acque, dovuto anche alla nascente industria aumentava ulteriormente il rischio per la salute pubblica.
Alta era la mortalità infantile così come diffuse erano la dissenteria, il tifo, la difterite. Nel 1836 scoppiò anche nei nostri due comuni un'epidemia di colera. Nel Registro dei morti della parrocchia si rileva che degli 87 defunti dell'anno, ben 24 morirono per colera

E' questo il quadro complessivo nel quale si sviluppano, in Italia e in Europa, i moti del 1848. Era giunto ormai il momento di voltare pagina: l'industrializzazione, il desiderio di riforme sociali, la povertà crescente di sterminate masse contadine, pretendevano maggiori diritti e un vento nuovo di libertà spirava ormai sul vecchio continente. Nuove idee si affacciano sulla scena politica: Mazzini, Gioberti, Cattaneo, Garibaldi, Cavour premono in nome di un'Italia unita. Da Parigi a Berlino, da Modena a Milano nascono tumulti popolari, alcuni giovani decidono di prendere le armi, la repressione è fortissima. Da Londra, in contemporanea con il 1848, si affacciano ancora timidamente sull'Europa le idee socialiste di Marx ma tre sono le parole d'ordine che attraversano le contrade europee: Costituzione, Indipendenza, Unità nazionale. In Italia sta per iniziare il Risorgimento, in Europa sta per scoppiare la rivoluzione.

Frontespizio Passaporto rilasciato a Zari nell'anno 1857. Il passaporto è rilasciato per i seguenti Stati: Svizzera, Stati d'Italia, Confed. Germanica, Turchia e Grecia

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Retro passaporto. Si notano i timbri delle città estere visitate: Firenze e Genova

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Mappa 1828

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mappa 1848

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mappa 1880

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