BOVISIO MASCIAGO, pagine di Storia


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Noi credevamo

Laboratorio Storia > Il nostro Risorgimento

NOI CREDEVAMO - Un film di Mario Martone


Tre ragazzi del sud Italia, in seguito alla feroce repressione borbonica dei moti che nel 1828 vedono coinvolte le loro famiglie, maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Attraverso quattro episodi che corrispondono ad altrettante
pagine oscure del processo risorgimentale per l'Unità d'Italia, le vite di Domenico, Angelo e Salvatore verranno segnate tragicamente dalla loro missione di cospiratori e rivoluzionari, sospese come saranno tra rigore morale e pulsione omicida, spirito di sacrificio e paura, carcere e clandestinità, slanci ideali e disillusioni politiche.

Nel 1828 tre giovani rivoluzionari, Salvatore, Domenico e Angelo, si ribellano al giogo borbonico e si uniscono alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Attraverso le loro avventurose vicende scorrono pagine e volti noti e seminascosti della grande epopea del Risorgimento italiano.

'Noi credevamo', fosse stata una produzione americana, probabilmente ce lo troveremmo nella cinquina degli Oscar; qui è passato sottodistribuito e dimenticato, o quasi. Affresco bellissimo e partecipato, il film di Mario Martone, "Noi credevamo", narra tre giovani vite rivoluzionarie che si intrecciano per raccontare la grande storia del nostro Risorgimento, dalle Due Sicilie al Savoia invasore, da Mazzini a Crispi, passando per il "generale" in camicia rossa e i briganti patrioti e sgozzati.

Non ci sono abbaglianti scene di battaglia, ma tante trepidanti emozioni, che scoppiano e feriscono come i moschetti spianati dei persecutori di due monarchie opposte e parallele. C'è una vibrante storia vista da Sud, con l'animo sprezzante di un Meridione ferito tanto dalla padella borbonica quanto dalla brace piemontese. E c'è l'animo pugnante e indomito di rivoluzionari idealisti e scapigliati, che fanno l'Italia assai prima dello stesso Garibaldi. Per poi scoprire, con quell'azzeccatissima lente correttiva che è lo sguardo di povera gente frastornata da guerre non volute, che forse "si stava meglio quando si stava peggio".

Un carosello equilibrato e sommesso di volti del cinema di casa nostra, che con forza tira le fila di una nuova "meglio gioventù",calata in un viaggio in costume accurato e poeticamente veritiero. Un film di cui essere italianamente fieri, che tanto ha da dire su quello che siamo e da dove veniamo. Il fervore, la rabbia e la spontanea adesione ad una causa tanto chiara quando nacque nei cuori, quanto sconosciuta alle menti nei suoi incombenti effetti collaterali, è il tap-in di un magistrale omaggio a dei dimenticati, eroicamente figli del Sud. Che si scoprirono poi tragicamente figli di Nessuno.

scarica la Sinossi di Noi credevamo.




Il trailer ufficiale del film

I primi 12 minuti di "Noi credevamo"

Tre ragazzi del sud Italia, in seguito alla feroce repressione borbonica dei moti che nel 1828 vedono coinvolte le loro famiglie, maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini

I fratelli Capozzoli

Mazzini e Crispi

Siamo diventati degli assassini

L'attentato a Napoleone III

Partiamo all'alba

Lo Cascio racconta il personaggio


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