BOVISIO MASCIAGO, pagine di Storia


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Dalle origini

Laboratorio Storia

CENNI DI STORIA LOCALE - DALLE ORIGINI AD OGGI -

"E quanto ai fatti veri e propri svoltisi durante la guerra, ritenni di doverli narrare non secondo le informazioni del primo venuto né secondo il mio arbitrio, ma in base alle più precise ricerche possibili su ogni particolare, sia per ciò di cui ero stato testimone diretto, che per quanto mi venisse riferito da altri"
Tucidide - Guerra del Peloponneso



La Bovisio romana e la Masciago gallica

Al lato Ovest del territorio provinciale, confinante con la provincia di Milano e lungo la direttrice del fiume Seveso e della sua valle, sorge il Comune di Bovisio Masciago. Terra stanziale e di passaggio di celti e romani, di spagnoli, austriaci, piemontesi. Terra che ha attinto, in epoche diverse, da lingue e culture differenti.
Bovisio e Masciago Milanese, i due comuni che saranno unificati nel 1928, conservano tracce antiche della loro storia. Anfore, ampolle, piatti, monete, tombe, testimoniano una presenza romana in un territorio che comprendeva, tra gli altri, Binzago, Seveso e Meda. La più recente ricerca storica ritiene inoltre che le località con nomi terminanti in "ago", come appunto Masciago, corrispondano ad antiche proprietà agricole dei Galli Celti e non appare quindi azzardato presumere che quelle località siano sorte su possedimenti terrieri chiamati con il nome dell'antico proprietario.
Terre antiche, attraversate, non a caso, da quella grande via di comunicazione utilizzata dai Galli prima e dai Romani dopo, che collegava Milano con Como e che prendeva il nome di 'Comacina'.
Questa strada, il cui tracciato viario tenderà a confondersi con il passare dei secoli, diventerà in epoca medioevale di estrema importanza soprattutto dopo l'abbandono della vecchia strada militare che da Milano raggiungeva Como passando per Nova Milanese e per Desio.
Ma i Romani e i Galli non sono stati gli unici abitanti della nostra valle. Vasi antichissimi del IV secolo AC ritrovati a Seveso testimoniano di un'arte ed una tecnica risalente alle antiche popolazioni liguri, che qui risiedevano a partire dall'età del ferro, popolazioni culturalmente ed etnicamente legate alla Spagna ed all'Egitto, che avevano introdotto l'agricoltura e che popolavano evidentemente le nostre terre ben prima del sopraggiungere delle prime tribù celtiche.
E' nell'ambito di queste civiltà succedutesi nei secoli, Liguri, Galli Celti ed infine Romani, che nascono città come Milano (etimologicamente intesa come "al centro delle vie"). E' qui che a causa della collocazione geografica si incontrano culture di matrice europea e mediterranea. E' qui che, alla luce di reperti archeologici, si scoprono contatti con la cultura greca e con il mondo etrusco.
L'alto milanese, l'attuale Brianza, è dunque oggetto di grandi ondate migratorie, di culture, lingue, religioni che si alternano e si sovrappongono nel tempo, tutte destinate a lasciare tracce nelle culture successive, quasi un'antica anticipazione di quell'intreccio multietnico e culturale che caratterizza, oggi, il nostro presente. (1)

Dall'anno zero al 1000 d.C.

La storia di Bovisio e di Masciago Milanese non ci consegna ulteriori reperti archeologici o tracce significative di quel periodo storico che va dalla conquista romana nel II secolo AC fino all'alto Medioevo.
Si può comunque presumere che, pur essendo i due villaggi (vicus) su una delle strade privilegiate dell'impero che da Milano portavano ai territori d'oltralpe, il territorio abbia seguito o partecipato all'evoluzione storica di quei secoli attraverso due tappe fondamentali: quella della romanizzazione e, successivamente, della dominazione longobarda.

La Gallia Cisalpina, della quale i due nostri 'vicus' facevano parte, alla fine del I secolo AC contava circa 2 milioni di abitanti sui dieci che ne contava l'intera penisola. Milano, probabilmente, aveva una popolazione tra i 20 e i 30 mila abitanti.

Dal I secolo in poi, e in particolare con Cesare, la Gallia transpadana diventa Provincia di Roma e ai suoi abitanti viene concessa la cittadinanza romana. I Romani iniziarono la pianificazione del territorio, la divisione dei terreni in forma quadrata o rettangolare, l'irrigazione dei campi e, dunque, permisero opportunità di insediamento ed una più fitta densità demografica.
I romani, come sempre nei confronti dei vincitori, non si mostrarono invasivi ma cercarono, anche in questo caso, di includere ed ereditare elementi etrusco-celtici, come la struttura tribale della società, i culti religiosi, le strutture associative preesistenti.
Caratteristica di queste terre fu l'incessante attivismo economico e soprattutto commerciale, la capacità di integrare nuove popolazioni, la circolazione di moneta e un continuo progredire nei settori dell'allevamento e dell'agricoltura. Anche il panorama toponomastico cambia: vengono costruite nuove strade e ponti, nuove idrovie vengono utilizzate per i commerci (non sappiamo se anche al fiume Seveso fu data questa opportunità). Tutti elementi che in qualche modo contribuirono ad attirare nuove popolazioni, i coloni italici, e alla formazione della gente transpadana.

E' con la morte di Ambrogio nel 397 che si chiude il capitolo di Milano capitale dell'impero ed inizia quel lento declino segnato dall'infiltrazione delle popolazioni barbariche contraddistinte, nel V secolo, dagli Unni di Attila e poi dagli Ostrogoti di Teodorico che spinsero molti abitanti della Milano d'allora a fuggire verso le campagne.
Difficile immaginare in che misura anche i piccoli villaggi di Bovisio e di Masciago siano stati in qualche modo coinvolti in queste grandi trasformazioni epocali che portarono, nel 476 DC, alla caduta dell'Impero romano d'occidente ed all'affermazione nella pianura padana del latifondo che, in modo progressivo, cadde in mani ecclesiastiche, andando a sostituire l'antico distretto territoriale dei romani con le nuove strutture di carattere religioso.
E' in questo periodo che nascono le pievi (4), che costituiscono non solo punti di riferimento preziosi per l'attività religiosa ma delimitano il territorio sotto l'aspetto amministrativo. La pieve di Desio, della quale i due borghi di Bovisio e Masciago erano parte integrante, costituì per un lunghissimo periodo storico una delle realtà territoriali più importanti.
Nonostante le distruzioni e le carestie inevitabilmente legate al sopraggiungere delle tribù barbare e nonostante l'assenza di una struttura amministrativa statale, la rete viaria ed idrica e l'organizzazione della campagna, eredità della presenza romana, continuarono ad incidere positivamente sulla resa dei campi e sulla produttività degli stessi, tanto che quando i Longobardi si insediarono nel 569 DC trovarono coltivazioni, conoscenze, vie percorribili e sistemi produttivi di gran lunga superiori ed avanzati rispetto alle proprie conoscenze.
La società longobarda, che nell'anno 590 trovò in Monza, con la regina Teodolinda, una delle sue capitali, aveva una struttura elementare: organizzati in clan, i longobardi vivevano separati dalla popolazione locale ma ben presto, intorno all'VIII secolo DC, iniziò un progressivo processo d'integrazione con la componente latina e la successiva armonizzazione degli ordinamenti giuridici ed amministrativi
Al dominio dei longobardi successe una distribuzione delle terre sulla base dei principi feudali dell'epoca. Nell'area feudale di cui anche Bovisio e Masciago sono parte, si incrementa la produzione di frumento, vino, legname, uova e polli, si estende la rete viaria nella direzione di Como, decolla la manifattura, nascono i borghi, si vivacizzano i mercati.

Demografia e sviluppo nel secondo millennio

La partecipazione alla prima crociata del 1100 dell'arcivescovo Anselmo IV, nato a Bovisio e figlio di un valvassore, la nascita delle 'cassine' nella campagna milanese, la vendita del feudo di Masciago-Varedo, nel 1676, alla famiglia Crivelli, una delle più antiche famiglie patrizie di Milano, il soggiorno a Masciago, sul finire del 1700, di Maria Gaetana Agnesi, grande benefattrice, studiosa, frequentatrice di numerose accademie scientifiche; la permanenza di Napoleone nella villa Crivelli e le nozze della sorella celebrate dal parroco di Bovisio don Brioschi nel 1797 nella residenza di Mombello, rimangono i dati più rimarchevoli in quasi 700 anni di storia. (3)
Per quanto riguarda il dato catastale e demografico, negli "Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano" risalenti al 1346, Bovisio, indicato come "el locho da Boyso" (4), risulta incluso nella pieve di Desio e viene elencato tra le località cui spetta la manutenzione della strada "da Dergano". Nel 1579, in occasione della visita dell'arcivescovo Borromeo alla parrocchia di Bovisio, Masciago e Mombello, la curia milanese certifica la presenza nel nostro territorio di 90 'focolari' per un totale di 666 fedeli. Sempre inseriti nella Pieve di Desio, nel 1604 i capifamiglia 'sono circa cento' e, nel 1751, in risposta ai quesiti della Giunta per il censimento fortemente voluto dall'imperatrice Maria Teresa per fini fiscali, Bovisio conterà 786 unità e Masciago 321. Nei due comuni, "desiderosi di fare comune da se solo" (5) , la responsabilità dell'amministrazione e della conservazione del patrimonio pubblico era demandata a due consoli, eletti a pubblico incanto dall'assemblea di tutti i capi di casa della comunità. L'apparato amministrativo era completato dalla presenza di due cancellieri e da due esattori scelti, anch'essi, con asta pubblica (6).
Nel 1791, gli abitanti sommano a 1190 unità così ripartiti: 666 a Bovisio, 384 a Masciago, 28 nella cassina di Bertacciola, 61 in quella di cassina Nova e 34 nella cassina di Mombello.
Nel 1809, soppresso il comune di Masciago ed annesso a quello di Bovisio, la popolazione residente regredisce leggermente a 1047 unità. Nel 1853, dopo l'annessione al regno piemontese e la ricostituzione dei due comuni di Bovisio e Masciago, i residenti risultano essere rispettivamente 1145 e 676.

Bovisio e Masciago tra '800 e '900

L'800 è, in tutti i sensi, il secolo della svolta. Grandi mutamenti politici e sociali contraddistinguono quegli anni: la presenza austriaca, i moti del '48 e la rivolta delle cinque giornate, l'intervento piemontese, la spedizione dei Mille, l'unità del Regno, l'avvento della scuola pubblica con la legge Casati, la ferrovia, la straordinaria novità dell'illuminazione. L'atmosfera, è quella del positivismo, si afferma la laicità dello Stato (7).
Eventi epocali, ai quali Bovisio e Masciago non si sottraggono in quanto inseriti in un contesto sociale ed economico di forte innovazione. A Bovisio si costituisce una locale 'Guardia nazionale' sull'onda degli avvenimenti milanesi, l'Amministrazione comunale parteciperà alle spese per la spedizione garibaldina in Sicilia (8), nascerà la prima scuola pubblica ed arriveranno le prime maestre. Non di poco conto sarà, sul finire del secolo ed all'inizio del '900, lo scontro sull'insegnamento della religione nelle scuole tra l'Amministrazione di Masciago e la chiesa locale (9).
Bovisio sarà uno dei primi paesi della Brianza ad avere l'illuminazione pubblica. Si decide, nel 1876, il passaggio sul territorio comunale del "tramway", che collegherà il paese con Meda e Milano. Si fa strada, come in tutta la Brianza, una trasformazione profonda delle componenti sociali: meno contadini e più operai. La coltivazione dei campi lascia il posto alle manifatture, la bachicoltura viene progressivamente abbandonata. Agli inizi del '900 nasce una Scuola di Disegno divenuta poi Scuola professionale d'Arti e Mestieri, si affermano le prime grandi industrie, tra le quali quella dei fratelli Zari, che esportano in Europa i loro prodotti di altissima qualità. Bovisio e Masciago, prima ancora della loro unificazione, costituiscono già un unico agglomerato urbano senza soluzione di continuità, un tutt'uno nella loro composizione sociale, nella loro economia, nella stessa, per alcuni versi, caotica crescita.
La Brianza, terra della quale il comune di Bovisio Masciago è parte costitutiva, è d'altra parte territorio con un diffuso benessere economico, con un forte attaccamento al lavoro, alla produzione di beni e servizi, con operai che diventano imprenditori e con un tessuto economico vivo, costellato da una miriade di piccole imprese, che hanno saputo farsi largo nella competizione nazionale e globale.
A questa vocazione all'imprenditorialità di massa fa da contrappunto una spiccata mobilità sociale, un radicato associazionismo, una dimensione nazional-popolare lontana dalle ideologie intese come strumento 'rivoluzionario' od 'agitatorio'. La vita politica del Comune, già a partire dall'800, è vissuta nel traino dei movimenti politici nazionali, non vi è traccia di una storia sindacale nelle grandi fabbriche che hanno contraddistinto l'economia locale fino alla seconda metà del '900. Se il secolo scorso rimane per la Brianza il tempo delle leghe cattoliche e dei sindacalisti di ispirazione socialista e comunista, se forte è in Brianza l'impegno nel sociale, rappresentato anche da quei "preti socialisti" che incutevano timore in una borghesia spaventata dalle novità (10), Bovisio e Masciago vivono la sua avventura industriale ed economica essenzialmente all'ombra degli Zari, "padri e padroni" del territorio, dinastia che governerà i nostri due Comuni economicamente e politicamente per lunghi decenni e sotto differenti regimi.
Significativo, a questo proposito, il dato elettorale nelle elezioni del 1904 quando, allo spoglio dei voti, il candidato della destra liberale Fermo Zari stravince sul candidato socialista Cesare Silva per 205 a zero.

A cavallo tra monarchia e repubblica

Bovisio e Masciago, i cui rapporti sono spesso conflittuali, si fonderanno solo e definitivamente nel 1928 e vivranno, anche nel periodo della dittatura quello che Flavio Sangalli (10) ha giustamente definito come un sostanziale 'afascismo'. Afascismo che sarà riscattato solo negli anni tremendi del secondo conflitto mondiale, nella partecipazione alla guerra di Liberazione e nel sacrificio di molti cittadini, caduti nelle trincee o scomparsi nei campi di concentramento. Un 'riscatto' sancito, per altro, dal voto del referendum istituzionale del 2 giugno 1946, quando la Repubblica conquista nel nostro Comune 2664 voti contro i 1057 dati alla monarchia.
Il '900 è il secolo delle due guerre mondiali ma anche di una straordinaria espansione economica senza precedenti. Oggi, all'inizio del terzo millennio, il Comune unificato di Bovisio Masciago è contraddistinto da una forte presenza dell'industria artigiana del mobile, da una marcata evoluzione demografica nell'ultimo decennio ed infine da un acceso 'pendolarismo' verso il capoluogo lombardo.
Milano, nel bene e nel male, è sempre stato per Bovisio Masciago punto di riferimento non solo sul piano dell'assetto istituzionale e del rapporto tra autonomie locali, ma soprattutto per quanto riguarda la relazione economico-culturale con la grande città. Le grandi direttrici viarie, alla stregua di quella fluviale rappresentata dal fiume Seveso, un torrente che portava acqua alla metropoli, scorrono nella direzione nord-sud e Milano, piuttosto che Monza, il capoluogo della neonata provincia, è rimasta, nel tempo, la naturale città di riferimento.
Storia antica e controversa, dunque, contrassegnata da un lato da una straordinaria capacità imprenditoriale ed economica in grado di conquistare i mercati mondiali e, dall'altro, da un naturale 'timore' nei confronti della 'politica', che si traduce nella convinzione che la lotta politica e sindacale, più che a ipotesi utopiche, deve tendere al miglioramento delle condizioni di vita oggi.
Qui, in questo passaggio segnato anche da non poche contraddizioni culturali e sociali, troviamo probabilmente le comuni radici cattoliche e 'riformiste', la concretezza e la moderazione che contraddistinguono la Brianza e Bovisio Masciago in particolare. Radici antiche, che negli anni della repubblica e della democrazia, pur tra le aspre contese del secolo scorso, si sono tradotte in un sistema economico forgiato attorno alla predominanza di micro-imprese, in un forte capitale 'umano e sociale' teso a ridurre gli squilibri, in grado di competere con le sfide del mondo contemporaneo.
Oggi, all'ombra di una faticosa promozione dei processi di cittadinanza, la ricerca storica sul comune di Bovisio Masciago, resa possibile dalla disponibilità degli archivi comunali e scolastici, rappresenta in realtà un tentativo di conservazione della nostra memoria collettiva, il racconto 'civile' di una tappa 'breve' sul cammino lento ma inesorabile della storia iniziata oltre duemila anni or sono. Una storia 'infinita', in perenne movimento, che guarda al futuro, obbligata a fare i conti con uno sviluppo equo e sostenibile, con importanti flussi immigratori frutto dei processi di globalizzazione e, nel lungo periodo, destinata a cambiare volto e a dare nuove identità al nostro territorio.

Maggio 2009 - Assessorato Cultura e Pubblica Istruzione



(1) Polibio - Storie volume II; Strabone - Geografia volume V
(3) Eugenio Cazzani - Storia di Bovisio Masciago Mombello
(4) Città di Desio - Percorsi Desiani
(5)Regione Lombardia - Milano e la Provinciai
(6) Regione Lombardia - Le istituzioni storiche del territorio lombardo XIV-XIX secolo
(7) Il Mulino - La scuola elementare dall'Unità alla caduta del fascismo
(8) delibera di Consiglio del 19/5/1860
(9) Delibere Consigli comunali del 27/12/1920 e del 2/1/22.
(10) Sviluppo Brianza - La Storia della Brianza




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